I luoghi romantici di Roma

Villa Doria Pamphilj

Per San Valentino, è consigliabile una passeggiata a Villa Doria Pamphilj. E' il più grande parco di Roma, che risale al Seicento quando fu creato per Pamphilio Pamphilj nel 1630, sviluppandosi in tutto il suo splendore tra il 1640 e il 1664 con il principe Camillo Pamphilj, nipote di Innocenzo X. Ampliato nell'Ottocento, inglobando l'area del Villino dei Quattro Venti, subì danneggiamenti durante il bombardamento dei francesi, ma fu restaurato. Completamente distrutto, il Casino dei Quattro Venti fu sostituito dal monumentale arco che, da allora, è diventato l'ingresso principale. L'edificio più bello è senz'altro il Palazzo delle statue ovvero del Bel Respiro e il Casino dell'Allegrezza, progettato da Alessandro Algardi, ed eretto tra il 1664 e il 1652. Un capolavoro barocco, ricco di splendide decorazioni.

Villa Medici

Imperdibile meta per gli innamorati è Villa Medici, che porta questo nome da quando il cardinale Ferdinando de' Medici l'acquistò nel 1540 dandogli l'assetto mantenuto fino ad oggi. Vanta alcune curiosità astrologiche: all'interno apre sui girdini una loggia con leoni che ricordano il cardinale nato sotto il segno del Leone; sul soffitto della camera centrale dell'appartamento nobile, al di sopra della loggia (visitabile su prenotazione), figure femminili ostentano attributi di pianeti, e nei pannelli sono raffigurati i segni zodiacali. Nell'insieme rappresentano una sorta di talismano che doveva proteggere il cardinale al quale era stato predetto un destino glorioso. Nel bosco, secondo una leggenda, abita il fantasma di Valeria Messalina. L'imperatrice trascorreva qui notte di orge con il suo amante Silio, che giunse a sposare in segreto, mirando a far assassinare Claudio. Il suo tradimento fu svelato e Claudio ordinò che venisse uccisa. Racconta Tacito che lei cercò rifugio nel bosco, dove la raggiunse il tribuno Narciso, che la trafisse con il pugnale.

Pincio

Il panorama che si gode dalla terrazza del Pincio è un regalo che Roma fa a tutti gli innamorati. Il Pincio è l'antico colle detto "collis horticulorum" per il gran numero di vigne che ospitava, fu sede delle ville di illustri famiglie romane, come gli Ancilli, i Domizi e, nel IV secolo, i Pinci, dai quali prese il nome. Divenne parco pubblico per volere di Napoleone Bonaparte, prelevando il territorio ai frati di Sant'Agostino. Si doveva chiamare "Jardin du Grand César", appellativo che non fu mai assegnato al parco, una volta realizzato da Giuseppe Valadier tra il 1811 e il 1814. Il luogo è ancora più caro agli innamorati per una curiosità: Pio VII, una volta tornato a Roma dall'esilio, fece proseguire i lavori del Valadier e nel 1822 fece erigere l'Obelisco, rinvenuto presso la basilica di Santa Croce in Gerusalemme nel 1570. Questo obelisco nasce, però, come un grande regalo d'amore, si tratta, infatti, di un monolito romano, fatto realizzare dall'imperatore Adriano per il suo favorito Antinoo, annegato nel Nilo nel 130.

Scalinata dell'Aracoeli

Costruita nel 1348 da Lorenzo di Simone Andreozzi a spese del popolo romano come ringraziamento alla Vergine per aver salvato la città dalla peste, la Scalinata dell'Aracoeli sarebbe costata ben 5000 fiorini. Meta gettonata per la festa di San Valentino, la lunga scalinata è diventata una sorta di "scala santa" per la tradizione diffusa alla fine dell'Ottocento. Sarebbe miracoloso salire le scale in ginocchio per le zitelle in cerca di marito. Così le ragazze, nel giorno del santo protettore degli innamorati, potrebbero affrontare la prova scortate dal fidanzato. Al di là di questo, dalla Scalinata si gode un magnifico panorama.

Bocca della Verità

Per San Valentino, vale la pena fare una passeggiata nella zona dell'antico Foro Boario, dove spicca la chiesa di Santa Maria in Cosmedin, che nel suo portico conserva la famosa Bocca della Verità. E quello della "verità" potrebbe diventare un gioco divertente per gli innamorati. Si tratta di una grossa pietra circolare raffigurante la testa di un fauno con la bocca spalancata. Si dice che chi giura il falso tenendo la mano in quella bocca, non sarebbe riuscito a tirarla fuori se non mozzata.

Gianicolo

La passeggiata del Gianicolo permette di godere uno degli scorci più suggestivi sul centro storico di Roma, come ben sanno generazioni di coppiette, romantici e viaggiatori di ogni paese. Grandi viali alberati attraversano la collina che domina Trastevere per confluire in piazzale Garibaldi, dove la terrazza panoramica fa perno intorno al monumento equestre dell'eroe dei due mondi, opera del tardo ottocento di Emilio Gallori. Ai piedi della terrazza, il Parco Gianicolense degrada ripido ad est verso il Tevere. La passeggiata panoramica muove verso sud, tra ali di busti di marmo raffiguranti illustri garibaldini, verso l'ampio e scenografico largo della Fontana dell'Acqua Paola, chiamata tradizionalmente "Fontanone", eretta da Giovanni Fontana e Carlo Maderno per Papa Paolo V (1608 - 1612). Poco più avanti la strada giunge sulla terrazza della bella chiesa di San Pietro in Montorio, nota per il tempietto rinascimentale del Bramante racchiuso nel cortile, modello di perfezione classica, storica meta di coppie che ufficializzano religiosamente la loro unione.

Il giardino degli aranci

Proprio sulla sommità della collina dell'Aventino, si trova il parco Savello, più noto ai romani come "Giardino degli aranci". La vista particolarmente suggestiva sul quartiere di Trastevere, l'Isola Tiberina, il profilo delle cupole del centro storico, della collina del Gianicolo e del Monte Mario rendono questo parco uno dei luoghi più affascinanti della città. Il parco è delimitato da antiche mura che costituiscono un raro esempio di incastellamento altomedievale e termina con una terrazza che sovrasta il Tevere proprio nel punto in cui sorgeva il porto maggiore della città romana. Durante la stagione invernale gli alberi d'arancio a cui il parco deve il nome si caricano di frutti e alla vista sulla città eterna si aggiunge il loro profumo caratteristico.

Villa della Farnesina

Luogo di grandi amori è la Villa della Farnesina, che prende il nome dai Farnese, proprietari dal 1590 al 1704. La villa fu originariamente costruita come residenza del ricco banchiere senese Agostino Chigi, secondo un progetto di Baldassarre Peruzzi. Fu luogo di ricchi ed opulenti banchetti e ricevimenti. Straordinari gli affreschi del palazzo. Celebre è la Galleria dipinta da Raffaello con le Storie di Amore e Psiche e la Sala della Galatea, così detta dall'affresco omonimo per il quale fece da modella la bella Imperia, amante del Chigi.

Isola Tiberina

Per San Valentino, imperdibile la passeggiata all'Isola Tiberina, l'isola del Tevere, nata secondo un'antica leggenda nel 510 a.C., dai depositi di grano dei Tarquini che i romani gettarono nel fiume, misti a pietrame, per far affondare l'odiata famiglia etrusca, durante la cacciata dell'ultimo re della stirpe, Tarquinio il Superbo. Ma la quantità era tale che, ammassati l'uno sull'altro, formarono un terrapieno, primo nucleo dell'isola. Il caratteristico aspetto di nave, l'isola l'avrebbe assunto in seguito per un ex voto. Roma, infatti, fu colpita da una pestilenza e poichè la medicina locale non era adeguata, si decise di ricorrere al dio Esculapio nel suo tempio di Epidauro con un'ambasceria su una nave. Questa tornò recando il serpente, simbolo del dio della medicina, il quale scivolò dalla nave e andò ad insediarsi sull'isola, segno che quella doveva diventare la sede prescelta dal dio per un tempio a lui dedicato. La nave si incagliò. Così sorse il tempio, e l'isola artificialmente ebbe la sagoma di una nave, i cui resti vennero inglobati nel travertino. Infatti, sulla punta a valle dovrebbe riconoscersi parte della prua con una figura di Esculapio, individuabile per il bastone con i serpente, e una testa di toro, probabilmente una bitta d'ormeggio.

Fontana di Trevi

Per San Valentino è consigliabile una visita alla Fontana di Trevi, perchè secondo un'antica tradizione romana, l'uomo che beve acqua della fontana attraverso un nuovo bicchiere di vetro, non smetterà più di pensare a quella donna. Ecco perchè la tradizione vuole che le ragazze portino i loro fidanzati o mariti a bere alla fontana, per assicurarsi amore per l'eternità.

Cappella della Tosca

Nella Chiesa di Sant'Andrea della Valle, sfilano numerose e splendide cappelle. Ma una su tutte diventa meta degli innamorati, la Cappella Barberini, la prima a sinistra, detta anche della "Tosca", perchè fa da sfondo al melodramma Tosca di Giacomo Puccini, che narra le vicende amorose del pittore Cavaradossi, impegnato nella Cappella a dipingere il ritratto della seducente marchesa Attavanti, suscitando la gelosia della sua amante e la vendetta.

Via Giulia

Per San Valentino, consigliabile una romantica passeggiata lungo via Giulia, alle spalle di piazza Farnese. E' stata la prima e più lunga strada di Roma a tracciato rettilineo, per più di un chilometro, aperta da Papa Giulio II che le dette il suo nome. Il progetto fu ad opera di Bramante. Il papa voleva anche su questa strada un tribunale, ma Bramante ne gettò solo le fondamenta che ancora oggi sono visibili, in grosso bugnato così sporgente da sembrare un "sedile". I romani infatti l'hanno chiamato il Sofà di via Giulia. Una delle caratteristiche della via è l'Arco dei Farnesi, costruito per congiungere Palazzo Farnese alla Farnesina al di là del Tevere, anche se il progetto non fu portato a compimento. Popolare è poi la Fontana del Mascherone, dalla quale usciva vino durante le feste organizzate dai Farnese. Tante, poi, le chiese che si affacciano sulla strada.