Curiosità romane

    Il "fiasco" del Barbiere di Siviglia al Teatro Argentina

    Come tutti i teatri più famosi nel mondo, anche questo è ricco di aneddoti. Uno, in particolare, riguarda l'opera di Gioacchino Rossini. Tutti conoscono Il Barbiere di Siviglia, ma non tutti sanno che la sua prima fu un terribile flop. La sera del 20 febbraio 1816, l'elegante e sofisticata platea rispose alla nuova composizione del maestro con furiose critiche. In realtà fu un sabotaggio da parte degli ammiratori di Giovanni Paisiello, autore di un'opera omonima: una gazzarra per tutta la rappresentazione, interpreti che inciampavano, un gatto nero sul proscenio. Urla e risate chiusero la serata.

    La costruzione di Ponte Sisto

    Il ponte fu costruito da papa Sisto IV con i contributi delle prostitute della città, che venivano tassate ogni qual volta servivano soldi per ingenti lavori pubblici.

    Il rogo di Giordano Bruno

    Sulla piazza si svolgevano le esecuzioni capitali e c'era anche il cavalletto per le punizioni corporali e la gogna. Qui fu bruciato come eretico Giordano Bruno, per volere di papa Clemente VIII. Gli venne, poi, eretto il monumento che è al centro della piazza, inaugurato nel giugno 1889 in un tripudio di laici professanti il "libero pensiero".

    Un'ardita sentenza di divorzio

    A 13 anni Lucrezia Borgia sposò, per volere del padre papa Alessandro VI, il duca di Pesaro Giovanni Sforza. Il matrimonio fu sciolto nel 1497 per motivi politici: i Borgia costrinsero lo Sforza a dichiarare di non aver mai usato dei suoi diritti coniugali per impotenza, nonostante la prima moglie fosse morta di parto. La sentenza di divorzio fu letta in Vaticano con specifica dichiarazione di verginità per Lucrezia. In realtà, a quella data, Lucrezia era incinta non grazie al marito, ma a opera di un cameriere, detto Perotto.

    Arrivano le "case chiuse"

    Arrivano a Roma le case di tolleranza, che una legge del conte di Cavour aveva già introdotto in Italia il 15 febbraio 1860. Si chiamavano anche "case chiuse" (e popolarmente "casini") perché dovevano tenere, per regolamento, le persiane completamente chiuse, fermate da una catenella con lucchetto a impedirne l'apertura. I bordelli furono chiusi con la legge della senatrice Merlin il 20 settembre 1958.

    Il processo dell'ammazza-mariti

    Si racconta che in Trastevere, all'altezza della testata destra del ponte, viveva una certa Giulia Toffana, una megera venuta da Palermo, detentrice della formula dell'acqua toffana, potentissimo veleno, destinato a diventar famoso. La donna, infatti, e le malvagie femmine sue complici, spacciando l'arte loro per carità, toglievano di mezzo i mariti divenuti di peso alle impietose mogli. La figlia di Giulia, Girolama addirittura eliminò 600 mariti in un solo anno. Ma venne acciuffata dal tradimento di una cliente. Il processo contro di lei e le sue 46 complici ebbe inizio nel 1659, e la sentenza fu quella di impiccagione.

    Lo scherzo di Pietro Caffarelli

    L'Aracoeli è legata anche a un terribile scherzo che il principe don Pietro Caffarelli giocò alla fine del 1600 a dei poveri contadini che dormivano in gruppo ai piedi della gradinata. Il nobile, mentre i disgraziati riposavano, fece precipitare dall'alto della scalinata diverse botti piene di pietre. I villici furono travolti e si contarono numerosi feriti. Le autorità dell'epoca aprirono un'inchiesta e, con evidente senso di giustizia, stabilirono che la colpa era dei contadini perché con la loro presenza avevano disturbato il sonno del principe.

    La scoperta della basilica neopitagorica

    Durante i lavori per la sistemazione del terrapieno ferroviario, viene riportata alla luce la misteriosa basilica neopitagorica, la cui costruzione risale alla prima metà del I secolo dopo Cristo. Posto otto metri sotto l'attuale livello stradale, il luogo serviva ai fedeli di Pitagora prima, e a quelli di Mitra poi, per trovare l'equilibrio interiore e scoprire la profonda armonia della natura.

    La scoperta della sorgente dell'Acqua Santa

    Un bifolco, che conduceva al pascolo le sue bestie nei pressi della via Appia, si accorse con meraviglia che un rivo d'acqua del colore del sangue scorreva lì vicino. Raccapricciatosi, corse via. Il giorno seguente, tornato nello stesso luogo, trovò l'acqua che scorreva limpidissima. Vi immerse le sue mani affette dalla rogna, e queste guarirono spontaneamente, mentre l'acqua si tingeva nuovamente di color rosso. Subito diede notizia del portento. Col tempo, la fama dell'acqua santa divenne tale che anche i pontefici ne fecero uso.

    Il primo orologio pubblico

    All'inizio l'orologio venne posto sulla parte sinistra della facciata, quindi spostato al centro e, alla fine, sulla torre del Palazzo Senatorio, a piazza del Campidoglio, nel 1806, dove attualmente si trova. E sulla facciata della chiesa è rimasto solo un "buco". Per la manutenzione dell'orologio esisteva un'apposita categoria di moderatores horologii, addetti al suo funzionamento, nominati con Breve Pontificio.

    La costruzione della scalinata

    Fu costruita a spese del popolo romano, come ringraziamento alla Vergine per aver salvato la città dalla peste. Sarebbe costata 5000 fiorini. La scalinata ha vantato una tradizione di "scala santa" fino alla fine dell'800: vi ci salivano in ginocchio le zitelle in cerca di marito, le donne desiderose di avere figli o abbondanza di latte per nutrirli e chi aspirava a procurarsi la grazia di vincite al lotto.

    Grazia per i condannati a morte

    L'arciconfraternita della Misericordia aveva lo scopo di assistere i condannati a morte, ma una volta l'anno, a partire dal 1504, nel giorno del ritrovamento della testa di San Giovanni Battista, godevano del privilegio di liberare un condannato. Caratteristica era l'urna con le fave bianche e nere. Queste servivano per scegliere il fortunato: vinceva il condannato che aveva più fave nere.

    Il testamento di Fiammetta

    Celebre cortigiana fiorentina, Fiammetta Michaelis svolse la sua professione a Roma fin dal 1479. Tra i suoi amanti fu Cesare Borgia, figlio di papa Alessandro VI e nel testamento da lei rilasciato a un notaio il 19 febbraio 1512 è indicata come "Fiammetta del Duca di Valentino". Lasciava in eredità al "fratello" Andrea, in realtà suo figlio, due case (oggi in via Acquasparta 16 e in via dei Coronari 156) e una vigna.

    Inaugurazione del "museo" dei precordi

    La notorietà maggiore della chiesa è dovuta al fatto che dalla fine del Cinquecento fino al 1825, essendo stata parrocchia e comprendendo nella sua giurisdizione il palazzo del Quirinale, per oltre due secoli e mezzo, ha ospitata le esequie dei papa. Così, tranne poche eccezioni, accolse i precordi di ventidue pontefici, i cui nomi sono incisi su due grandi lapidi nell'abside. Prima dell'imbalsamazione gli organi della cavità toracica erano estratti e sigillati dentro un vaso, che il cappellano del defunto consegnava al parroco, il quale, impartita la benedizione, lo deponeva nella cappella sotterranea.

    L'apparizione della Vergine a Ratisbonne

    La terza cappella di sinistra è intitolata alla Madonna del Miracolo per un evento del 20 gennaio 1842. Quel giorno a un ebreo di nome Alfonso Ratisbonne, entrato in chiesa per ammirarne la struttura architettonica, apparve la Vergine immacolata che sorridente lo invitava a inginocchiarsi. Egli obbedì e l'apparizione svanì. Il Ratisbonne si convertì e fu battezzato il 31 dello stesso mese dal cardinal vicario Costantino Patrizi.

    Festa per la vittoria di Marcantonio

    Nella battaglia di Lepanto contro i Turchi del 7 ottobre 1571, Marcantonio Colonna con la sua flotta è alla destra della nave ammiraglia di don Giovanni d'Austria: il suo comportamento è eroico e la vittoria è in gran parte merito suo. Al suo ritorno a Roma il 4 dicembre, Pio V gli decreta un trionfo popolare come un antico console romano. Tra il Campidoglio e San Pietro è un tripudio di stendardi e di folla. E nella chiesa dell'Aracoeli il Senato gli dedica a futura memoria il soffitto ligneo a lacunari policromi in una grande profusione d'oro e simboli navali.