Venerdì 9 gennaio 2026, presso lo spazio espositivo Parentesi di TWM Factory a Roma, si terrà l'inaugurazione della mostra "Anatomie Spontanee", a cura di Paola Farfaglio e Benedetta Carpi De Resmini. L'opening è in programma dalle ore 18:00 alle 21:30 e la mostra sarà visitabile fino al 23 gennaio 2026. L'ingresso è gratuito.
Il concept della mostra
Le curatrici hanno idealmente unito due percorsi che, in modi differenti, toccano il tema del cibo come elemento di condivisione, atto culturale, simbolo identitario e spazio di relazione. Il titolo richiama ciò che nasce senza essere previsto, ciò che cresce ai margini, nelle pieghe del vivente e dell'immaginazione.
Il progetto racconta elementi in trasformazione: quelli degli ingredienti, dei gesti che li plasmano, ma anche quelli dell'arte, che osserva, scompone e ricompone il reale. La mostra si propone come un invito a osservare come arte e cibo condividano un'anima comune: quella della trasformazione continua, del nutrimento reciproco, della possibilità che nasce ogni volta che si entra in relazione con la materia viva.
I progetti e gli artisti
La mostra riunisce le opere di diversi artisti che hanno lavorato durante il 2025 per due progetti paralleli: "Anatomie del Nutrimento", a cura di Cities Art Projects, e "Roots and Routes", realizzato da Latitudo Art Projects nell'ambito della piattaforma europea Magic Carpets. Entrambi i percorsi hanno coinvolto diverse comunità del Municipio III e del Municipio XV di Roma.
Caretto-Spagna e l'opera ESCULENTA
Gli artisti torinesi Caretto-Spagna mostreranno come le esperienze culinarie legate alla raccolta e trasformazione di piante spontanee o cavoli aprano una riflessione sulla biodiversità e le relazioni interspecie.
Nel percorso espositivo trova spazio l'opera ESCULENTA, che trasforma un semplice tavolo in legno in un organismo attivo, un dispositivo che rende visibile il continuo ciclo consumo-rivitalizzazione-ricrescita. Durante la mostra, un lungo tavolo in legno sarà allestito come luogo sperimentale in cui osservare, nel tempo dell'esposizione, la metamorfosi dei cavoli: materia che si consuma, si rigenera, torna a crescere.
Il tavolo è suddiviso in tre sezioni, ciascuna predisposta per una funzione specifica e complementare. La prima parte è destinata alla preparazione del cibo (insalate, tagli, gesti quotidiani). La seconda è attrezzata per il processo di rivitalizzazione degli scarti dei cavoli, con un sistema idrico nascosto che attiva un lento, continuo riassorbimento. La terza parte è lo spazio dedicato alla ricrescita: qui i cavoli rigenerati vengono lasciati crescere fino al completamento del loro ciclo vitale, dalla fioritura alla produzione dei semi.
Gaia e Greta Scaramella: il latte come simbolo
Gaia e Greta Scaramella, rispettivamente artista e sociologa, mostreranno le esperienze laboratoriali legate al latte realizzate nella scuola Saxa Rubra. Entrambe hanno indagato il latte come alimento simbolico e culturale, dove il nutrimento diventa metafora di crescita, cura e condivisione.
Gaia presenterà "Milk", un'opera in cui il latte, simbolo primario del nutrimento, si trasforma in assenza: seni ricolmi di latte diventano colini vuoti, da cui il latte fuoriesce e si perde. L'opera è una meditazione sull'importanza della cura e del sostegno vitale, ma anche un richiamo alle condizioni dei bambini che, in molte aree colpite dalla guerra, non hanno accesso al latte. È un pensiero rivolto alle madri che questo nutrimento lo hanno perso, o non possono più offrirlo.
Greta presenterà invece una serie di favole sul latte, scritte e ideate da lei, pensate come piccoli racconti di nutrimento simbolico dedicati ai bambini che hanno partecipato ai laboratori. Racconti in cui il latte diventa immaginazione, protezione, origine: una forma narrativa di cura che accompagna e sostiene, proprio come il primo alimento che riceviamo nella vita.
Ombretta Gamberale: Ricette memorabili
Nell'ambito del progetto "Roots & Routes" promosso da Latitudo Art Projects, l'artista Ombretta Gamberale presenterà un ricettario collettivo, "Ricette memorabili", e una serie di incisioni nate dallo scambio di tradizioni culinarie: memorie familiari, ricette, disegni e stampe botaniche realizzate con erbe aromatiche essiccate.
Il suo contributo, sviluppato sia con la casa famiglia L'Approdo di Spes contra Spem sia con i partecipanti della Biblioteca Galline Bianche, mette al centro il cibo come archivio affettivo, come luogo in cui l'intimità diventa racconto condiviso. Le storie e i disegni raccolti nel ricettario sono stati generati in un contesto collettivo e familiare, ma anche profondamente riflessivo. Il gioco ha avuto un ruolo importante: bambini, famiglie e ragazzi della casa famiglia hanno infatti creato un proprio ricettario, restituendo un mosaico di prospettive personali.
Camille Orlandini: Faire Pain Commun
L'artista francese Camille Orlandini, in residenza presso Latitudo Art Projects nell'ambito del progetto "Roots & Routes", ha sviluppato un progetto con la casa famiglia L'Approdo e con i partecipanti della Biblioteca Galline Bianche.
Il progetto "Faire Pain Commun" è dedicato all'acqua e al pane, in particolare ai fiumi Tevere e Aniene che lambiscono i quartieri nei quali l'artista ha svolto la residenza. L'acqua, elemento fluido, mutevole e multiforme, attraversa territori, storie e culture, trasformandoli. Questa sua natura pervasiva trova un'analogia nel gesto del fare il pane, dove l'incontro tra acqua e grano diventa rito quotidiano e patrimonio antico.
Lo studio dell'acqua e del grano consente di osservare come diverse società abbiano attribuito significati a questi elementi fondamentali, utilizzandoli per costruire sistemi sociali e modelli culturali. L'artista presenta la video-installazione "Impastare da una sponda all'altra del Tevere", che restituisce questa relazione complessa e vitale.
Nordine Sajot: Ex-voto against war
Sarà presentato anche il lavoro dell'artista Nordine Sajot, "Ex-voto against war". Durante la residenza al Centre Claude Cahun di Nantes, nell'ambito di Magic Carpets, l'artista ha sviluppato una nuova sezione dedicata ai gesti del mangiare come linguaggio corporeo, utilizzando immagini legate alla distribuzione di cibo a Gaza.
La sua installazione interroga con forza il cibo come arma politica di dominazione e, in particolare, la privazione alimentare come strumento di oppressione. Un'opera che restituisce il gesto quotidiano del nutrirsi nella sua dimensione più vulnerabile e urgente.
Lo spazio espositivo
La mostra si svolge presso Parentesi, spazio espositivo di Roma Smistamento, il Centro Culturale di TWM Factory situato al primo piano dell'Arimondi District, ex edificio industriale che da anni accoglie studi d'artista, residenze, gallerie e spazi creativi.

Informazioni pratiche
Titolo: Anatomie Spontanee
Curatrici: Paola Farfaglio e Benedetta Carpi De Resmini
Inaugurazione: 9 gennaio 2026, ore 18:00 – 21:30
Date mostra: 10 – 23 gennaio 2026
Luogo: Parentesi – TWM Factory / Roma Smistamento, Via Giuseppe Arimondi 3, Roma (1° piano)
Orari di apertura:
- Lunedì, mercoledì, venerdì: 11:00 – 18:00
- Sabato: 15:00 – 18:00
Ingresso: gratuito
